La caccia all'aspetto

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La caccia all'aspetto

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Questo tipo di caccia consiste nel posizionarsi in un punto del terreno di caccia per il quale risulta probabile il passaggio del selvatico. Contrariamente alla caccia vagante, la caccia all’aspetto rappresenta una tipologia di caccia poco sportiva e molto distruttiva. Per questi motivi in molti paesi questo tipo di caccia stato vietato. Tipologie particolari di caccia all’aspetto sono la cosiddetta caccia allo spollo e la caccia all’ alloggio o al rientro, esercitate rispettivamente di mattina quando la selvaggina lascia il bosco dove ha trascorso la notte per recarsi nei luoghi di pastura a alla sera quando compie il percorso inverso. Tra la selvaggina oggetto di queste ultime due tipologia di caccia, ricordiamo la cacca al tordo, da eseguire preferibilmente con un fucile calibro 12 e cartucce piombo 8-9. Anche la beccaccia è stata per anni oggetto di caccia all’aspetto, mediante appostamento al mattino quando albeggia e all’imbrunire verso sera, rispettivamente quando il selvatico si ritira dalla pastura e viceversa, in considerazione che la beccaccia concentra le proprie attività di notte e durante il crepuscolo. In considerazione che trattasi di selvatico particolarmente abitudinario, circa gli orari e i posti di transito, le Regioni hanno giustamente vietato la caccia all’aspetto nei confronti della “regina” del bosco. Sebbene le cacce grosse, al cervo, daino, capriolo, cinghiale, si effettuano di norma “in battuta” , questi mammiferi sono anche aggetto di caccia all’aspetto. In realtà, in qualche misura la caccia all’aspetto è insita nella caccia in battuta. Infatti, mentre i battitori e le mute di cani scovano il selvatico, i cacciatori che partecipano alla battuta, sono posizionati sulle varie “poste”, probabili punti di passaggio del selvatico, inseguito dai cani e disturbato dai battitori.


Categoria: Caccia

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