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Legge 157/1992 prevede il divieto assoluto di caccia nei parchi, considerate aree protette. I parchi, così come concepiti, oltre a rappresentare le uniche aree in cui la fauna non viene rincorsa dai cacciatori, si rivelano di grande utilità per lo studio del comportamento delle varie specie, senza il condizionamento dell’attività venatoria. Anche grazie al WWF, che in breve tempo raccolse diverse decina di migliaia di firme online, è stata sventata la proposta di modificare la legge 157/1992, abolendo in pratica il divieto di caccia all’interno dei parchi. Da più parti si sollevarono scudi di protesta finalizzati a mantenere il divieto di caccia nei parchi. Sarebbe stata motivata come “soluzione tecnica” per controllare specie problematiche, e che il provvedimento non sarebbe risultato in contrasto con la disposizione: "l'esercizio della caccia deve ritenersi compatibile con la protezione faunistica e della natura". Si trattava di mettere mano alla legge quadro sulla caccia e a quella sulle aree protette, rispettivamente 517/92 e 394/91. Quest’ultima sancisce il divieto di attività venatoria, cattura, uccisione, disturbo e danneggiamento delle specie animali, nei parchi nazionali e nei parchi e riserve naturali regionali, prevedendo prelievi e abbattimenti “selettivi” al solo scopo di stabilire i necessari equilibri nell’ambito delle varie famiglie. Per la salvaguardia della fauna, il rilevante contributo che viene dal divieto di caccia nei parchi, deve essere integrato dall’ attenta e asfissiante lotta al bracconaggio, dalla sospensione dell’attività venatoria ogni qualvolta un’area viene interessata da incendi, dalla necessità di rivedere l’autonomia delle Regioni in materia di caccia, dal momento che spesso operano nella sola direzione di non scontentare i cacciatori. Basti guardare i calendari venatori di alcune regioni e le relative date di apertura della caccia, stabiliti in deroga alla Legge quadro 517/92. Provvedimenti che creano disparità di opportunità tra i vari cacciatori e che manifestano scarsa sensibilità nei confronti della fauna e della natura in genere.