Caccia fotografica

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Caccia fotografica

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La caccia fotografica cumula la passione per la natura e quella per la fotografia. In qualche misura la caccia fotografica richiama alla mente la tradizionale caccia da capanno, quella che si esercita dal capanno munito di feritoie, con l’ausilio di una batteria di richiami vivi e del fucile. Mentre la fotografia naturalista, riguarda tutto ciò che in qualche modo è legato alla natura, come insetti, frutti, piante, fiori, animali, laghi, fiumi, torrenti, cascate, paesaggi naturali particolarmente suggestivi, la caccia fotografica in senso stretto, riguarda la selvaggina. La caccia fotografica richiede, pertanto, l’utilizzo di un capanno, da realizzare con l’ausilio di strutture tubolari, particolarmente leggeri, e teli mimetici, muniti di aperture attraverso le quali vengono portati fuori dal capanno gli obiettivi della macchina fotografica. In pratica, da un punto di vista organizzativo, l’appassionato di caccia intesa nel modo tradizionale e l’interessato alla caccia fotografica, si muovono nelle stesse direzioni, con la non trascurabile differenza, però, che il primo è munito di fucile e munizioni, mentre il secondo di macchina fotografica, obiettivi e rullini, anche se il digitale ha ormai rimpiazzato quasi totalmente l’analogico. La caccia fotografica è uno sport che richiede sacrifici, lavoro, passione, competenza circa le tecniche della fotografia e conoscenza della fauna selvatica. Molto spesso dal punto di visto fotografico, bisogna operare a distanze proibitive, con condizioni di luce non adeguate, per cui l’abilità dell’operatore e l’utilizzo di tecnologie innovative e d’avanguardia sono le sole cose che possono assicurare un risultato soddisfacente. Non basta, come dicevamo, essere bravi fotografi, per la caccia fotografica bisogna conoscere le abitudini delle varie specie di selvaggina per potersi imbattere in incontri interessanti. Mentre la caccia venatoria secondo alcuni nasce con l’uomo, secondo altri senz’altro prima, quindi si perde nei tempi, la caccia fotografica non ha raggiunto ancora mezzo secolo, eppure hanno molte cose in comune. I preparativi, le emozioni, la passione, i luoghi di frequentazione, l’abbigliamento, la fatica, sostanzialmente non cambiano. Come i cacciatori, anche da parte dei fotografi è richiesto grande rispetto per la natura e per la fauna. La scelta del luogo per l’appostamento è il risultato di giorni e giorni di ricerche ed osservazione, per stabilire il punto preciso dove realizzare il proprio capanno. Non mancano casi in cui i capanni vengono usati alternativamente dai due tipi di cacciatori, anche l’approccio con la fauna è un tantino diverso, i cacciatori uccidono, i fotografi fanno fotografie.


Categoria: Caccia

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