Caccia al passero

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Caccia al passero

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Il passero, con una lunghezza prossima ai 15 cm, è sicuramente l’uccelletto più diffuso nel nostro paese, vive ovunque ed è presente in quasi tutti i paesi del mondo, ma predilige stabilirsi in prossimità dei centri abitati, mentre all’imbrunire abitudinariamente si porta verso il luogo che ha scelto per trascorrere la notte. Fa parte della famiglia dei ploceidi ed è un uccello gregario che ama vivere in gruppi più o meno numerosi, cibandosi in particolare di semi, alimenti vegetali in genere. Quello di cui stiamo parlando è il passero italiano o d’Italia, ma ne esistono altre varietà, delle quali ricordiamo la passera mattugia e la passera oltremontana. La passera mattugia, rispetto al passero italiano, vive in gruppi ancora più numerosi ed in qualche misura evita gli insediamenti urbani. La passera oltremontana è presente in tutti i paesi oltralpe, mente in Italia è possibile avvistarla solo in Liguria e nella Venezia Giulia. La legge quadro 157/1992 prevedeva che le tre varietà di passere potevano essere cacciate dalla terza domenica di settembre al 31 dicembre, salve diversa disposizione da parte delle Regioni competenti per territorio, in disarmonia con quanto disposto dalla Direttiva CEE 79/409, in materia di caccia in deroga relative alle specie protette. Per la Direttiva Comunitaria il principio generale è il divieto di caccia alle specie protette, rispetto alle quali la caccia in deroga è consentita solo in presenza di eventi particolari e per piccole quantità, con riguardo alla singole specie protette, cosa che la Legge 157/1992, non ha recepito correttamente. Pertanto, la caccia ai piccoli uccelletti migratori, come passeri, fringuelli, storni e peppole, da parte di alcune regioni, in particolare Lombardia e Veneto, è stata praticata per alcuni anni come caccia in deroga, provvedimento motivato come intervento per mitigare danni all’agricoltura o come tradizione locale. Con sentenza n. 1054 del 23 febbraio 2009, il Consigli di Stato ha dichiarato l’illegittimità della caccia in deroga, per cui è venuta meno anche la caccia alle varie tipologie di passere, per tutte le Regioni. Quando praticata, a parte la caccia vagante, le varietà di passere erano oggetto di caccia allo spollo e caccia al rientro. Come per i tordi, la caccia allo spollo consisteva in una caccia al volo. La mattina all’alba ci si appostava in un luogo dove gli uccelletti abitualmente passano quando lasciavano il dormitorio per portasi nei luoghi di pastura. Analogamente, per la caccia al rientro. L’area interessata era la stessa, come non cambiava il modo di cacciare. Si trattava di tirare a volo gli uccelletti, mentre verso sera, dai luoghi di pastura si ritiravano al luogo scelto come dormitorio. Per quando riguarda fucile e munizioni, risultavano indicate cartucce piombo 10/11 ed un fucile dal calibro 20 al calibro 12, possibilmente semiautomatico.


Categoria: Caccia

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