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Specie cacciabile dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio, secondo il calendario venatorio previsto dalla vigente Legge quadro 517/92, suscettibile di modifiche da parte delle Regioni in relazione a situazioni ambientali delle diverse realtà territoriali. La caccia al fagiano si pratica in genere con i cani da ferma, preferibilmente quando il sole ha già provveduto a ridurre la rugiada, ma come tutti i selvatici può essere oggetto di caccia vagante. Con la caccia vagante, per il cacciatore diventa indispensabile conoscere il terreno di caccia e le abitudini del selvatico. Per il passato nelle riserve, il fagiano è stato spesso oggetto di caccia “in battuta”. Con questo tipo di caccia, a differenza che con il cane da ferma, anche se le “poste” vengono scelte con cura, il tiro non risulta dei più facili, nonostante l’utilizzo di fucili particolarmente strozzati e buone munizioni. Il selvatico, in questa circostanza, infastidito dai battitori, vola alto e veloce. Non è facile calcolare l’anticipo, che varia da fagiano a fagiano. L’anticipo richiesto, che di solito per questo selvatico è dell’ordine di un metro, in particolari circostanze può più che triplicarsi. La caccia in battuta nei confronti del fagiano è una pratica caduta quasi completamente in disuso, anche se in alcune riserve viene ancora organizzata. In linea di massima per la caccia al fagiano è consigliato il calibro 12 (doppietta, sovrapposto, semiautomatico), quello che cambiano sono le canne e la relativa strozzatura. Nel bosco canna corta, 60 massimo 65 cm, per la caccia all’aperto canne lunghe (70cm) e strozzate. Anche la quantità di piombo dipende dal terreno di caccia: fino a 30 gr. nel bosco, fino a 35 gr all’aperto, piombo 6-8.