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In base al calendario venatorio previsto dalla legge quadro 517/92, il beccaccino risulta cacciabile dalle terza domenica di settembre al 31 gennaio. Insomma, durante tutte il periodi di “passo”, mentre durante il “ripasso” (marzo – aprile ), l’attività venatoria risulta sospesa. La caccia al beccaccino appassiona i cacciatori, per la peculiarità del tiro. Ci troviamo di fronte ad un uccello molto sospettoso e non poco veloce dal volo variabile e irregolare. Il tipico terreno di caccia per il beccaccino è rappresentato particolarmente da risaie e paludi ed in genere in presenza di terreni di caccia costituite da praterie irrigate, che presentano pantani. Il beccaccino si caccia col cane o in battuta. E’ nelle risaie che trova spazio la caccia in battuta. In entrambi i casi, le caratteristiche del selvatico rendono il tiro interessante, ma nello stesso tempo non facile, non risulta possibile accompagnare il tiro, ma diventa indispensabile la cosiddetta “stoccata”, “fucilata all’imbracciata”. Stante alle caratteristiche del selvatico, il fucile deve presentare almeno una delle due canne abbastanza strozzata. Sia per la mole che per l’ossatura per la caccia al beccaccino si consigliano cartucce piombo 9 – 10.